ANALISI DEI MATERIALI

Tecniche di analisi dei materiali: quale per quale esigenza

La domanda non è quasi mai «quale tecnica». È «che cosa devo sapere di questo materiale». Le sigle vengono dopo — e una di esse risponde, mentre le altre costano care per nulla.

7 tecniche
Confrontate su ciò che leggono
Prima la domanda
Poi la sigla
Tutta la catena
Dallo strumento alla campagna di misure

Le sette tecniche, e che cosa legge ciascuna

A sinistra la sigla, a destra la domanda a cui risponde.

Fluorescenza X — XRF Quali elementi e in quale quantità. In loco, in secondi, senza distruggere nulla. Non legge gli elementi leggeri.
Raman Quale molecola, quale polimero, quale pigmento. Attraverso un flacone o un sacchetto, senza contatto.
Infrarosso — FTIR Le funzioni chimiche di una plastica, di un olio, di un legante. Complementare al Raman più che concorrente.
Microscopia elettronica ed EDX — SEM/EDS Vedere la struttura al micron, poi analizzare con precisione il punto osservato.
Diffrazione X — XRD Quale fase cristallina. Due polveri di uguale composizione possono essere due materiali diversi.
Fotoelettroni X — XPS I primissimi nanometri della superficie, e lo stato chimico degli elementi che vi si trovano.
Scintilla — OES Il carbonio e gli elementi leggeri nei metalli, precisamente ciò che sfugge alla fluorescenza X.

Partite dalla vostra domanda

Sei domande frequenti, e la tecnica che vi risponde.

«Quali elementi, e quanto?»

Fluorescenza X. La risposta più rapida ed economica quando la domanda è elementare — e spesso lo è.

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«Quale molecola, quale plastica?»

Raman, o infrarosso. L'analisi elementare non distingue due polimeri fatti degli stessi atomi: occorre leggere il legame.

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«Che cosa c'è esattamente in questo punto?»

Microscopia elettronica ed EDX. Quando il difetto misura pochi micron e va visto prima di essere analizzato.

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«Quale fase, non solo quali elementi?»

Diffrazione X. La grafite e il diamante sono lo stesso elemento. Solo la struttura li separa.

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«Che cosa succede in superficie?»

XPS per i primi nanometri e lo stato chimico; fluorescenza X per lo spessore di un deposito.

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«È il carbonio a decidere la mia lega?»

Allora la fluorescenza X non basterà: serve la scintilla, in officina o in laboratorio.

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Interfaçage de Raman dans un microscope électronique à balayage

Le tecniche non si oppongono, si concatenano

Nella pratica una domanda si risolve raramente in un colpo solo. Si guarda al microscopio, si analizza il punto osservato, poi si conferma la natura chimica per un'altra via. Alcuni allestimenti fanno entrambe le cose nello stesso strumento — un Raman montato in un microscopio elettronico, per esempio.

A seconda dei casi, attrezziamo le vostre squadre oppure conduciamo noi la campagna. È la domanda posta a decidere l'allestimento, e copriamo entrambi.

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Diteci che cosa volete sapere

Descrivete il campione e la decisione che dipende dal risultato. Vi diremo quale tecnica risponde, e come ottenerla: strumento, campagna di misure, o entrambi.